Colloqui

Comunque la maggior capacità espressiva, il repertorio più colorito si raggiungono nei colloqui tra due o più interlocutori, specialmente durante una discussione appassionata sulla politica, sullo sport, sul sesso. Locatore e ascoltatore sono compresenti: si scambiano i ruoli con alternanza, ma un’ alternanza non programmata perciò irregolare e con sovrapposizioni frequenti; ne risente la logica ma ne guadagna l’immediatezza:

- Mo fâm bän rédder! - Và a fèr dal ciocolèt, tèsta ränza!
- Vîn bän qué, và bän là! - Ói såncamé té...pôver avâi.
- Ui amänca solamänt quassta! - Dâi bän un tâi, §graziê!
- Sméncia bän in fûria! - ṡmitîla ed fèr tótt cal plócc!
- Che cagnèra!

Altri detti particolari:

- sacc brassc (secco del tutto, magrissimo).
- mói spåult (bagnato fradicio).
- salè murdàcc’ (salatissimo).
- al drôm in cavazza (dorme come appoggiato alla cavezza, cioè dappertutto).
- èt magnè di ciûd? (per indicare uno che è molto magro).
- al pèr al sumâr ed Scâja (è pieno di malanni ).

Un termine dialettale assai strano è varcmänza; strano perché la sua grafia non ha alcuna spiegazione. Starebbe a significare: avvedutezza, garbo.
Es. : - A n avî gnänc un pô ed varcmänza! -
- Non avete neppure un po’ di avvedutezza (di garbo) !

Al termine di questa parte si può inserire un breve paragrafo per parlare di un vocabolo tra i più noti (anche oltre il territorio bologne-se ) del nostro dialetto: “sócc’mel“ (più comunemente “sôc’mel”).

Questa tipica esclamazione viene pronunciata ad ogni piè sospin-to; è quasi un intercalare usato da persone di ogni estrazione sociale, tanto che nessuno ormai si sofferma sul significato letterale del ter-mine.

Una sola parola sostituisce in modo secco e preciso frasi altrimen-
ti lunghe e complesse; esime dal ricorrere a giri di parole e rende con molta efficacia moti di sorpresa, di ammirazione, di insofferenza. Si adatta ad essere modulata in cento sfumature: della voce, del tono, al gesto che l’accompagna:

Mo sócc’mel. - Eh dai, smettila!-
Mo sócc’mel bän! - Che pesantezza,..che pretesa!
Oh sócc’mel?! - (meraviglia)
Eh té sócc’mel! - Insisisti ancora?
Sócc’mel?!? - Però, accipicchia!
Eh...sócc’mel. - (dubitativo)

Si potrebbe continuare ancora per molto, occorrerebbe però poter osservare da vicino l’espressione di chi parla, ed anche il movimento delle braccia e del corpo che sottolineano la parola: ci si renderebbe conto che dietro il termine incisivo e schioccante come una frustata c’è un discorso completo ed espressivo.