Il gergo

Propriamente per "gergo" s’intenderebbe la lingua di un gruppo di persone che ne fanno uso all’interno della propria cerchia, con la finalità primaria di promuovere il senso di appartenenza al gruppo stesso ed anche con l’intento di escludere dalla comprensione gli estranei.

Ma qui, in senso più lato, definiremo il gergo dialettale come la parlata tipica appartenente ad una comunità omogenea e circoscritta in un determinato territorio. Alcune di queste parole tipiche hanno origine da una convivenza temporanea anche se nei modi di esprimersi possono durare alcuni decenni, specialmente in certi ambienti come quelli di lavoro.

Si consideri la facilità con la quale certi modi di dire penetrano nelle espressioni dei giovani, i quali, tra l’altro, hanno una elevata propensione al cambiamento: ogni generazione tende a differenziarsi da quella precedente in tutti gli aspetti della vita, quindi anche nel gergo.

Così, mentre cadono in disuso molti termini relativi a mestieri non più praticati o ad oggetti non più di uso comune, altri termini spuntano - si può ben dire- dall’oggi al domani: Tanto per restare nel mondo dei giovani, si pensi a nuovi vocaboli come:
"farsi" (per drogarsi), "fico" (per aitante), matusa, sballo, rolla, sviro, ecc.., ai loro modi di dire un po’ insulsi come l’iniziare un discorso con la parola “Niente” o il ripetere ossessivo del "cioè". Nessuno poi penserà di usare sinonimi dialettali di parole come: playstation, disk-jockey, catering (ristorazione!), ecc.

La parlata gergale poi è quasi sempre accompagnata da una particolare gestualità, da mimiche facciali più o meno spontanee o volutamente studiate per sottolineare di volta in volta incredulità, sorpresa, determinazione.

Es.: un prolungato - Màà....va', sgranando gli occhi, significa essere rimasti esterrefatti.
- Ma séé...và là ..-, scuotendo e allargando le braccia, per mostrare di cedere all’insistenza.
Rilevante è poi l’uso dell’intercalare "ciô":
Ahi ciô..
Alåura ciô?
Csa dît ciô !?
Eh bän ciô..
Ciô, vînet?

E tanti altri casi.